Vaticano
Nel saluto del cardinale Marx. Capaci di dialogo e accoglienza
L'Osservatore Romano
Nel saluto del cardinale Marx. Capaci di dialogo e accoglienza
L'Osservatore Romano
«In un tempo in cui sono in atto molteplici cambiamenti della situazione spirituale, culturale e morale» la Chiesa in Germania rilancia il «dialogo con le correnti religiose e intellettuali e anche con quelle che sono indifferenti alla fede». Lo ha detto il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, presentando al Papa le principali sfide che impegnano la comunità cattolica del Paese. Tra queste, «i cambiamenti all’interno della Chiesa. In molte diocesi — ha riferito — è in pieno corso una profonda ristrutturazione» di «parrocchie, associazioni e iniziative ecclesiali. Inoltre, il numero fortemente ridotto dei sacerdoti suscita grande preoccupazione».
Quanto all’«impegno caritativo esteso e molto ramificato tipico della Chiesa in Germania», il porporato ha fatto notare come esso debba condurre alla soluzione delle grandi difficoltà «economiche ed ecologiche» in atto e rendere «giustizia anche ai poveri». Da qui l’assicurazione che i vescovi tedeschi appoggiano l’impegno del Pontefice in questi campi attraverso un «lavoro di informazione e di cooperazione e attraverso molte attività proprie della Chiesa universale. Speriamo — ha commentato — di usare bene i mezzi materiali di cui la Chiesa in Germania dispone».
Tra gli altri argomenti affrontati dal presidente, i «casi di violenza sessuale commessa da sacerdoti, religiosi e altre persone al servizio della Chiesa. Man mano — ha detto — abbiamo imparato a rendere la prospettiva delle vittime il punto di partenza della nostra azione. Abbiamo ammesso le mancanze e chiesto scusa. Abbiamo compiuto molti passi e ora, con un prossimo passo, potremo porre al centro la tutela completa di bambini e giovani». Il cardinale ha fatto anche riferimento alla «cura pastorale per i fedeli che dopo la separazione si sono risposati civilmente. Abbiamo inserito questo tema nella questione molto più ampia di un impegno chiaro a favore del matrimonio e della famiglia». Dopo aver annunciato la preparazione di «un messaggio a riguardo», ha anche ringraziato a nome dei vescovi tedeschi il Pontefice per aver «intrapreso il cammino sinodale, che — come le chiediamo — con un suo documento sfocerà ben presto in una prossima tappa. Riteniamo che il cammino percorso finora abbia già dato buoni frutti. Il suo discorso a conclusione del sinodo è una sorta di chiave ermeneutica per la comprensione di questo cammino sinodale e del documento finale».
Il porporato ha anche sottolineato come «grande attenzione e molta approvazione» abbia trovato nei vescovi tedeschi il discorso di Francesco in occasione dell’anniversario dell’istituzione del Sinodo. Infatti, ha spiegato, «una Chiesa più sinodale offrirebbe l’opportunità di mettere nuovamente a punto il rapporto tra la guida centrale della Chiesa attraverso il successore di Pietro da una parte e le forme adeguate di determinazioni e procedure decentrate dall’altra. Questo nuovo ordinamento si rende necessario a causa della diversità dello sviluppo e della situazione culturale nelle diverse parti del mondo globalizzato e certamente interconnesso. In un mondo di globalizzazione, il primato del Papa riveste una grande importanza. Allo stesso tempo, la communio della Chiesa è un inscindibile essere “l’uno con” e “l’uno insieme” all’altro delle Chiese locali e della Chiesa universale».
Infine ha affrontato il tema delle migrazioni, richiamando l’impegno della Germania a livello continentale. «Per molti Paesi europei — ha detto — in questi mesi è iniziato un nuovo capitolo con l’arrivo di centinaia di migliaia di profughi, soprattutto dal Medio oriente. Il nostro Paese ha accolto molti rifugiati. Siamo lieti dello spirito di apertura e di disponibilità ad aiutare che c’è da noi, e siamo felici che anche nelle nostre comunità, associazioni e istituzioni centinaia di migliaia di volontari e diverse migliaia di collaboratori della Chiesa si impegnino generosamente a favore dei profughi. E siamo dei partner sui quali i politici, le persone colpite e molte di quelle coinvolte possono fare affidamento. Esigeremo gli standard etici che derivano dalla dignità di ogni singola persona. Naturalmente — ha concluso invitando il Papa a visitare la Germania — offriamo alla Santa Sede il nostro sostegno».
L'Osservatore Romano, 21 novembre 2015.
Quanto all’«impegno caritativo esteso e molto ramificato tipico della Chiesa in Germania», il porporato ha fatto notare come esso debba condurre alla soluzione delle grandi difficoltà «economiche ed ecologiche» in atto e rendere «giustizia anche ai poveri». Da qui l’assicurazione che i vescovi tedeschi appoggiano l’impegno del Pontefice in questi campi attraverso un «lavoro di informazione e di cooperazione e attraverso molte attività proprie della Chiesa universale. Speriamo — ha commentato — di usare bene i mezzi materiali di cui la Chiesa in Germania dispone».
Tra gli altri argomenti affrontati dal presidente, i «casi di violenza sessuale commessa da sacerdoti, religiosi e altre persone al servizio della Chiesa. Man mano — ha detto — abbiamo imparato a rendere la prospettiva delle vittime il punto di partenza della nostra azione. Abbiamo ammesso le mancanze e chiesto scusa. Abbiamo compiuto molti passi e ora, con un prossimo passo, potremo porre al centro la tutela completa di bambini e giovani». Il cardinale ha fatto anche riferimento alla «cura pastorale per i fedeli che dopo la separazione si sono risposati civilmente. Abbiamo inserito questo tema nella questione molto più ampia di un impegno chiaro a favore del matrimonio e della famiglia». Dopo aver annunciato la preparazione di «un messaggio a riguardo», ha anche ringraziato a nome dei vescovi tedeschi il Pontefice per aver «intrapreso il cammino sinodale, che — come le chiediamo — con un suo documento sfocerà ben presto in una prossima tappa. Riteniamo che il cammino percorso finora abbia già dato buoni frutti. Il suo discorso a conclusione del sinodo è una sorta di chiave ermeneutica per la comprensione di questo cammino sinodale e del documento finale».
Il porporato ha anche sottolineato come «grande attenzione e molta approvazione» abbia trovato nei vescovi tedeschi il discorso di Francesco in occasione dell’anniversario dell’istituzione del Sinodo. Infatti, ha spiegato, «una Chiesa più sinodale offrirebbe l’opportunità di mettere nuovamente a punto il rapporto tra la guida centrale della Chiesa attraverso il successore di Pietro da una parte e le forme adeguate di determinazioni e procedure decentrate dall’altra. Questo nuovo ordinamento si rende necessario a causa della diversità dello sviluppo e della situazione culturale nelle diverse parti del mondo globalizzato e certamente interconnesso. In un mondo di globalizzazione, il primato del Papa riveste una grande importanza. Allo stesso tempo, la communio della Chiesa è un inscindibile essere “l’uno con” e “l’uno insieme” all’altro delle Chiese locali e della Chiesa universale».
Infine ha affrontato il tema delle migrazioni, richiamando l’impegno della Germania a livello continentale. «Per molti Paesi europei — ha detto — in questi mesi è iniziato un nuovo capitolo con l’arrivo di centinaia di migliaia di profughi, soprattutto dal Medio oriente. Il nostro Paese ha accolto molti rifugiati. Siamo lieti dello spirito di apertura e di disponibilità ad aiutare che c’è da noi, e siamo felici che anche nelle nostre comunità, associazioni e istituzioni centinaia di migliaia di volontari e diverse migliaia di collaboratori della Chiesa si impegnino generosamente a favore dei profughi. E siamo dei partner sui quali i politici, le persone colpite e molte di quelle coinvolte possono fare affidamento. Esigeremo gli standard etici che derivano dalla dignità di ogni singola persona. Naturalmente — ha concluso invitando il Papa a visitare la Germania — offriamo alla Santa Sede il nostro sostegno».
L'Osservatore Romano, 21 novembre 2015.