Vaticano
Negli scritti cristologici di Joseph Ratzinger. Il cammino di un cristiano divenuto Papa
L'Osservatore Romano.
Negli scritti cristologici di Joseph Ratzinger. Il cammino di un cristiano divenuto Papa
L'Osservatore Romano.
(Maurizio Gronchi) Il secondo tomo del sesto volume dell’opera omnia di Joseph Ratzinger, appena pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, è intitolato Gesù di Nazaret. Scritti di cristologia (pagine 725, euro 55) e completa la sezione degli scritti di cristologia, inaugurata con la raccolta della trilogia pubblicata tra il 2007 e il 2012. L’ampia produzione cristologica dell’autore — tradotta ex novo in italiano dagli originali in tedesco — è qui suddivisa in cinque parti secondo un criterio tematico piuttosto flessibile, in cui sono distribuiti articoli scientifici, conferenze, recensioni, prefazioni, introduzioni, omelie, meditazioni e catechesi.
Come scrive nella Prefazione del curatore il cardinale Gerhard Müller, la varietà dei generi letterari utilizzati da Ratzinger mostra che «da sessant’anni i vari temi della cristologia stanno al centro della sua attività e del suo insegnamento come professore universitario, come vescovo e come Papa». In effetti, l’estrema varietà dei generi impiegati costituisce la peculiarità dell’approccio alla persona di Gesù Cristo da parte di un autore che, pur provenendo dall’ambiente accademico, si è costantemente misurato con le sfide che la cultura contemporanea ha rivolto al centro della fede cristiana. Per rendere comprensibile l’evento di Gesù di Nazaret, Ratzinger ha infatti colto ogni occasione, in contesti molto diversi, riuscendo a illuminare gli aspetti molteplici di quel mistero che abita il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto, salvatore dell’umanità intera.
Come scrive nella Prefazione del curatore il cardinale Gerhard Müller, la varietà dei generi letterari utilizzati da Ratzinger mostra che «da sessant’anni i vari temi della cristologia stanno al centro della sua attività e del suo insegnamento come professore universitario, come vescovo e come Papa». In effetti, l’estrema varietà dei generi impiegati costituisce la peculiarità dell’approccio alla persona di Gesù Cristo da parte di un autore che, pur provenendo dall’ambiente accademico, si è costantemente misurato con le sfide che la cultura contemporanea ha rivolto al centro della fede cristiana. Per rendere comprensibile l’evento di Gesù di Nazaret, Ratzinger ha infatti colto ogni occasione, in contesti molto diversi, riuscendo a illuminare gli aspetti molteplici di quel mistero che abita il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto, salvatore dell’umanità intera.
In continuità con la parte A — cioè con il primo tomo del sesto volume che comprende la trilogia Gesù di Nazaret. La figura e il messaggio, inserita nell’opera omnia di Joseph Ratzinger, in quanto frutto della sua ricerca personale e non come atto magisteriale, benché al momento della pubblicazione già fosse divenuto Benedetto XVI — il volume si apre con la parte B, dal titolo redazionale Guardare al crocifisso: il mistero pasquale di Cristo (pp. 13-183), che abbraccia il periodo che va dal 1961 al 2002. I nove contributi qui raccolti sono stati precedentemente pubblicati in volumi collettanei, riviste specialistiche o atti di convegni. Con sapiente maestria l’autore spazia dai temi biblici a quelli dogmatici, dalla liturgia alla devozione, dalla storia all’estetica, attraverso una variegata galleria di temi e figure che hanno al loro centro Cristo: il venerdì santo della storia, il cristocentrismo nella predicazione, le tesi e i punti di orientamento cristologici, il mistero pasquale fondamento della devozione al sacro cuore di Gesù, la teologia di Romano Guardini, le tentazioni di Gesù, il volto di Cristo nella Scrittura, la bellezza del crocifisso e la nuova estetica della fede.
La parte C, intitolata Messia e Figlio di Dio: il mistero della persona di Gesù (pp. 187-315), contiene dieci saggi che preparano il terreno alla trilogia. In questi studi si espongono i misteri della vita di Cristo, i rischi dell’ermeneutica moderna a confronto con il metodo esegetico antico, la legittimità del dogma cristologico di fronte all’accusa moderna di ellenizzazione, la verità dell’incarnazione, il mistero pasquale nella luce della risurrezione e dell’ascensione al cielo, l’effettiva storicità dell’agire di Dio in Cristo che protegge la fede dal diventare gnosi, l’identificazione dell’irripetibile figura storica di Gesù di Nazaret con la realtà stessa di Dio.
Nella parte D, sotto il titolo Salvezza, redenzione, liberazione. Temi di soteriologia (pp. 319-452), sono riuniti i diversi contributi di Ratzinger sul tema della salvezza. Si comincia con quattro voci di lessico — su salvezza, mediatore, rappresentanza vicaria, espiazione — per poi trattare le questioni preliminari a una teologia della redenzione, in cui si prospetta una salvezza legata all’universalità, alla libertà, all’amore: «La salvezza del mondo esiste in forma paradossale: nel Crocifisso. Soltanto nella Croce, nella libertà che dona se stessa, che può donarsi nella certezza del suo amore, sboccia la libertà, avviene la redenzione. La Croce è la sfida suprema a osare un amore che trasforma la povertà e l’ingiustizia nel mondo» (p. 367).
Particolare rilievo è dato alla gioia come criterio di autenticazione del Vangelo accolto nella fede, «tema intimamente legato al discernimento degli spiriti. Una delle regole fondamentali di discernimento potrebbe essere così espressa: laddove non c’è gioia, laddove l’allegria si spegne, certo non v’è lo Spirito di Gesù Cristo. E, viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è sereno nel profondo del suo cuore, chi ha sofferto e non ha perso la gioia, non può essere distante dal Dio dell’evangelium, la cui prima parola, alla soglia della Nuova Alleanza, è: rallegrati» (p. 396).
Concludono la sezione un saggio su Gesù Cristo oggi, come via (esodo e liberazione), verità (verità, libertà e povertà) e vita (esistenza per amore), un ampio contributo sul tema dell’unicità e universalità salvifica di Gesù Cristo, che ha riscosso ampio interesse e suscitato numerose discussioni negli anni scorsi, e infine un’intervista sul senso dell’anno santo della redenzione.
Nella parte E sono raccolte le Recensioni, prefazioni, introduzioni (pp. 455-555), con una ampia varietà di temi che spaziano dal concilio di Calcedonia agli studi su Paolo e il paolinismo, dalla coscienza e conoscenza in Cristo all’universalismo cristiano di Hans Urs von Balthasar, dalla prefazione alla traduzione inglese dell’opera di Romano Guardini Il Signore alla presentazione di alcuni propri volumi.
La parte F, con cui si chiude il tomo, contiene Meditazioni, prediche e catechesi (pp. 559-635) tenute in diverse circostanze, guidate dal proposito di comunicare la fede in Gesù Cristo in modo diretto a un uditorio non specialistico. Meditazioni sul venerdì e sul sabato santo, su Cristo liberatore, sulla genealogia di Gesù, tre riflessioni sul Natale, due omelie natalizie, alcune risposte a domande rivolte al teologo sulla ignoranza di Gesù, l’aspetto fisico del risorto, la sua presenza nell’eucaristia.
In una Appendice molto opportuna (pp. 639-715) si espongono i criteri adottati per l’edizione dell’opera omnia e per il presente volume, ove si indicano le fonti dei contributi pubblicati. Di particolare utilità sono in particolare le indicazioni bibliografiche che corredano il tomo sezione per sezione. Seguono, infine, l’indice biblico, dei nomi e bibliografico.
La preziosa edizione della seconda parte degli scritti cristologici di Joseph Ratzinger si distingue soprattutto per la varietà dei generi letterari, per la capacità di utilizzare linguaggi accessibili a un pubblico differenziato e per la profondità di un pensiero che scaturisce dal cuore di un credente in Cristo che, da teologo e pastore, ha attraversato le tormentate vicende del secolo scorso e dell’inizio del nuovo millennio con «fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Lettera agli Ebrei, 12, 2). Attraverso questi testi si potranno meglio seguire i tornanti che hanno segnato il cammino interiore del cristiano divenuto Papa la cui ricerca personale del volto del Signore ha dato nel Gesù di Nazaret il suo frutto maturo.
L'Osservatore Romano, 20 novembre 2015.