Headlines
Loading...
Vaticano
Sabato 7 novembre: la giornata del Papa
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze, rinunce e nomine
*** Il Papa ha ricevuto i vincitori del Premio Nobel per la Pace
(Servizio)
*** Udienza a Dirigenti e Dipendenti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS). Discorso di Papa Francesco
"Il lavoro, infatti, non può essere un mero ingranaggio nel meccanismo perverso che macina risorse per ottenere profitti sempre maggiori; non può dunque essere prolungato o ridotto in funzione del guadagno di pochi e di forme produttive che sacrificano valori, relazioni e princìpi"
Il Papa ai "custodi del diritto al riposo": "Non dimenticare l’uomo: questo è l’imperativo. Amare e servire l’uomo con coscienza, responsabilità, disponibilità. Lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non può."
Alle ore 12 di oggi, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco incontra Dirigenti e Dipendenti dell’INPS, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Italia). Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha pronunciato nel corso dell’Udienza:
Discorso del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle,
con viva cordialità rivolgo il mio saluto a voi, dipendenti e dirigenti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, qui convenuti in udienza per la prima volta nella secolare storia dell’ente. Grazie per la vostra presenza – siete davvero numerosi! – e grazie al vostro Presidente per le sue cortesi parole.
A vari livelli, voi onorate il delicato compito di tutelare alcuni diritti legati all’esercizio del lavoro; diritti basati sulla natura stessa della persona umana e sulla sua trascendente dignità. In maniera del tutto particolare è affidata alla vostra premura quella che vorrei definire la custodia del diritto al riposo. Mi riferisco non soltanto a quel riposo che è sostenuto e legittimato da un’ampia serie di prestazioni sociali (dal giorno di pausa settimanale alle ferie, cui ogni lavoratore ha diritto: cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 19), ma anche e soprattutto a una dimensione dell’essere umano che non manca di radici spirituali e di cui anche voi, per la vostra parte, siete responsabili.