Italia
Corriere della Sera
(Fiorenza Sarzanini) La richiesta è stata trasmessa due giorni fa dal sindacato Silp Cgil alla questura di Roma. Elenca «le carenze negli equipaggiamenti dei poliziotti» e pone come priorità la dotazione «del secondo caricatore per la pistola Beretta, oltre a guanti, ginocchiere, paragomiti e corpetto di protezione antitaglio». Evidenzia «la difficoltà nella distribuzione della divisa operativa a tutto il personale in servizio presso i commissariati, nonché la distribuzione del Gap antiproiettile sottocamicia». E conclude: «Gli ultimi nefasti eventi e il Giubileo impongono di mettere il personale nelle condizioni ottimali. Rimandare a Giubileo inoltrato l' attuazione dei nuovi sistemi tecnologici e logistici, nonché la dotazione del necessario equipaggiamento, avrebbe l' evidente risultato di aumentare i rischi per gli operatori e per i cittadini». I cantieri aperti Mancano diciassette giorni all' inizio dell' Anno santo proclamato da papa Francesco. Il massacro di Parigi non provoca rinvii, tantomeno annullamenti. Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi ha voluto ribadire che mai avrebbe chiesto al Pontefice di sospendere il Giubileo. Però adesso bisogna fare i conti con le mancanze e i ritardi, bisogna attrezzarsi per prevenire al massimo ogni rischio. E bisogna farlo nella consapevolezza che Roma sarà al centro dell' attenzione mondiale, ma l' evento coinvolgerà tutta Italia nel momento di massima allerta sul terrorismo. Il Dipartimento del Viminale assicura che «non ci sarà alcuna smagliatura, anche perché sono in consegna tutti i dispositivi necessari acquistati con gare pubbliche negli ultimi due anni». La preoccupazione è comunque alta. Lo sa bene il commissario della capitale Francesco Paolo Tronca, arrivato il Campidoglio il 1° novembre scorso e adesso impegnato in una corsa contro il tempo per chiudere prima possibile i cantieri. Sono 31 progetti che hanno come data di ultima scadenza il 31 gennaio 2016, però nulla può essere dato per scontato e anche questo pone problemi in materia di sicurezza. Non a caso il prefetto ha messo in cima alle priorità «il potenziamento dell' illuminazione pubblica e la sostituzione di alcuni cestini contieni-rifiuti, con nuovi trasparenti». Interventi apparentemente banali, che diventano invece indispensabili per il controllo del territorio. Soprattutto se si tiene conto che i cantieri impegneranno personale nei servizi di vigilanza, con il rischio di sottrarre personale a reparti già in sofferenza. Gli uomini in meno Il dispositivo antiterrorismo prevede l' impiego di 6.300 soldati in Italia, di cui 2.000 a Roma. Devono occuparsi esclusivamente della vigilanza, sorvegliare le sedi istituzionali e le stazioni, i monumenti e il perimetro esterno degli aeroporti. Ben diversi sono i compiti assegnati a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza che sul controllo del territorio investono soltanto per quanto riguarda la parte dinamica, privilegiando l' attività di prevenzione e le indagini. E proprio su questo si concentrano i sindacati, quando chiedono di essere messi all' altezza della situazione come fa il Sap, snocciolando i numeri - confermati da tutte le sigle - delle «assenze». Si scopre così che su un organico complessivo di 260.000 persone, «i pensionamenti, il numero limitato di assunzioni e la spending review hanno provocato un taglio di 18.000 poliziotti e 45.000 tra carabinieri, finanzieri e altre forze locali. Vuol dire che a Roma ci sono 2.000 agenti in meno; 1.000 ne mancano a Milano, Napoli e Palermo; 500 a Torino e Bari; 300 a Bologna e Firenze». La proposta del segretario del Sap Gianni Tonelli è esplicita: «Riduciamo almeno della metà le scorte e riusciremo a recuperare almeno 1.000 uomini, vuol dire 500 volanti e gazzelle in più per la sicurezza dei cittadini». Anche perché, come sottolinea il segretario Cgil Claudio Tissone «durante il Giubileo del 2000 nei commissariati della capitale c' erano 3.850 poliziotti, oggi sono 3.300, più di 600 in meno». Vetture e web È stata proprio l' emergenza legata al terrorismo jihadista a mettere in luce le discrasie del sistema di prevenzione. Perché le forze dell' ordine possono contare su dispositivi che sarebbero addirittura in grado di intercettare un drone, ma secondo il Sap «su circa 24.000 mezzi della Polizia di Stato, un terzo sono in riparazione costante e la maggior parte delle vetture ha percorso una media di 200.000 km. Le questure di Milano, Torino e Bari hanno ognuna circa 500 auto di cui 150 ferme; a Napoli ne camminano 700 su 1.000; a Roma 1.100 su 1.600». Servono risorse, soprattutto personale specializzato perché, come spiega il segretario dell' Associazione funzionari Lorena La Spina «è indispensabile l' assunzione di giovani motivati e adeguatamente formati per affrontare le sfide in maniera efficace. Il monitoraggio del web è un' assoluta priorità e ha un' importanza strategica». La sfida sembra appena cominciata.
(Fiorenza Sarzanini) La richiesta è stata trasmessa due giorni fa dal sindacato Silp Cgil alla questura di Roma. Elenca «le carenze negli equipaggiamenti dei poliziotti» e pone come priorità la dotazione «del secondo caricatore per la pistola Beretta, oltre a guanti, ginocchiere, paragomiti e corpetto di protezione antitaglio». Evidenzia «la difficoltà nella distribuzione della divisa operativa a tutto il personale in servizio presso i commissariati, nonché la distribuzione del Gap antiproiettile sottocamicia». E conclude: «Gli ultimi nefasti eventi e il Giubileo impongono di mettere il personale nelle condizioni ottimali. Rimandare a Giubileo inoltrato l' attuazione dei nuovi sistemi tecnologici e logistici, nonché la dotazione del necessario equipaggiamento, avrebbe l' evidente risultato di aumentare i rischi per gli operatori e per i cittadini». I cantieri aperti Mancano diciassette giorni all' inizio dell' Anno santo proclamato da papa Francesco. Il massacro di Parigi non provoca rinvii, tantomeno annullamenti. Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi ha voluto ribadire che mai avrebbe chiesto al Pontefice di sospendere il Giubileo. Però adesso bisogna fare i conti con le mancanze e i ritardi, bisogna attrezzarsi per prevenire al massimo ogni rischio. E bisogna farlo nella consapevolezza che Roma sarà al centro dell' attenzione mondiale, ma l' evento coinvolgerà tutta Italia nel momento di massima allerta sul terrorismo. Il Dipartimento del Viminale assicura che «non ci sarà alcuna smagliatura, anche perché sono in consegna tutti i dispositivi necessari acquistati con gare pubbliche negli ultimi due anni». La preoccupazione è comunque alta. Lo sa bene il commissario della capitale Francesco Paolo Tronca, arrivato il Campidoglio il 1° novembre scorso e adesso impegnato in una corsa contro il tempo per chiudere prima possibile i cantieri. Sono 31 progetti che hanno come data di ultima scadenza il 31 gennaio 2016, però nulla può essere dato per scontato e anche questo pone problemi in materia di sicurezza. Non a caso il prefetto ha messo in cima alle priorità «il potenziamento dell' illuminazione pubblica e la sostituzione di alcuni cestini contieni-rifiuti, con nuovi trasparenti». Interventi apparentemente banali, che diventano invece indispensabili per il controllo del territorio. Soprattutto se si tiene conto che i cantieri impegneranno personale nei servizi di vigilanza, con il rischio di sottrarre personale a reparti già in sofferenza. Gli uomini in meno Il dispositivo antiterrorismo prevede l' impiego di 6.300 soldati in Italia, di cui 2.000 a Roma. Devono occuparsi esclusivamente della vigilanza, sorvegliare le sedi istituzionali e le stazioni, i monumenti e il perimetro esterno degli aeroporti. Ben diversi sono i compiti assegnati a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza che sul controllo del territorio investono soltanto per quanto riguarda la parte dinamica, privilegiando l' attività di prevenzione e le indagini. E proprio su questo si concentrano i sindacati, quando chiedono di essere messi all' altezza della situazione come fa il Sap, snocciolando i numeri - confermati da tutte le sigle - delle «assenze». Si scopre così che su un organico complessivo di 260.000 persone, «i pensionamenti, il numero limitato di assunzioni e la spending review hanno provocato un taglio di 18.000 poliziotti e 45.000 tra carabinieri, finanzieri e altre forze locali. Vuol dire che a Roma ci sono 2.000 agenti in meno; 1.000 ne mancano a Milano, Napoli e Palermo; 500 a Torino e Bari; 300 a Bologna e Firenze». La proposta del segretario del Sap Gianni Tonelli è esplicita: «Riduciamo almeno della metà le scorte e riusciremo a recuperare almeno 1.000 uomini, vuol dire 500 volanti e gazzelle in più per la sicurezza dei cittadini». Anche perché, come sottolinea il segretario Cgil Claudio Tissone «durante il Giubileo del 2000 nei commissariati della capitale c' erano 3.850 poliziotti, oggi sono 3.300, più di 600 in meno». Vetture e web È stata proprio l' emergenza legata al terrorismo jihadista a mettere in luce le discrasie del sistema di prevenzione. Perché le forze dell' ordine possono contare su dispositivi che sarebbero addirittura in grado di intercettare un drone, ma secondo il Sap «su circa 24.000 mezzi della Polizia di Stato, un terzo sono in riparazione costante e la maggior parte delle vetture ha percorso una media di 200.000 km. Le questure di Milano, Torino e Bari hanno ognuna circa 500 auto di cui 150 ferme; a Napoli ne camminano 700 su 1.000; a Roma 1.100 su 1.600». Servono risorse, soprattutto personale specializzato perché, come spiega il segretario dell' Associazione funzionari Lorena La Spina «è indispensabile l' assunzione di giovani motivati e adeguatamente formati per affrontare le sfide in maniera efficace. Il monitoraggio del web è un' assoluta priorità e ha un' importanza strategica». La sfida sembra appena cominciata.