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(Luis Badilla) Il Papa ha sostituito alcune parole con altre ... Più o meno così una vaticanista ha presentato oggi alcuni passaggi delle parole di Papa Francesco in merito alla nota vicenda del furto di documenti della Santa Sede. Non solo. Ha anche riferito alcuni contenuti del testo non più presenti nell'allocuzione pronunciata.
Cosa voleva comunicare la giornalista? Voleva dire sicuramente che tra quanto Francesco ha detto e ciò che invece era scritto nel testo, e che lei come numerosi colleghi aveva ricevuto "con embargo", c'erano alcune differenze. E ciò è verissimo. C'erano differenze ed erano rilevanti. La giornalista però non si è limitata a segnalare questa discrasia, informazione utile e necessaria per il pubblico. E' andata oltre citando espressioni del Papa non pronunciate. 
Al riguardo vale la pena una piccola riflessione.
1) Non esistono mai due testi delle parole del Papa, a meno che la Sala stampa vaticana faccia una precisazione in tal senso. Il testo è sempre uno solo ed è quello pronunciato effettivamente dal Papa. Fare riferimento a quello scritto, nel caso che il Papa nella lettura introduca dei cambiamenti, crea confusione e non rispetta le norme dell'embargo. I giornalisti ricevono spesso, con anticipo, il testo papale per facilitare il loro lavoro e accanto alla frase "embargo fino al momento in cui il testo è pronunciato" c'è anche una altra dicitura: "Confronta con il testo pronunciato".
2) Ciò vuol dire che il testo che il giornalista dovrebbe comunicare ai suoi lettori o telespettatori è solo quello del dopo-embargo e quello che corrisponde effettivamente a quanto il Papa ha detto. A quel punto il testo precedente è come se non ci fosse.
3) Ciò che non è stato pronunciato (dal Papa) non ha nessuna paternità poiché non corrisponde alle parole che il Pontefice ha realmente letto, e dunque, fare uso del testo sotto embargo e in attesa del confronto – senza rispettare le norme sopracitate - è discutibile.

Postilla. Fa piacere vedere che ora gran parte del giornalismo usi le parole che fino a mezzogiorno di oggi evitava di riportare accuratamente. In queste poche ore abbiamo potuto registrare un cambiamento importante: molti, che per giorni hanno parlato di "notizie o documenti trafugati" o "carte di provenienza incerta", ora invece chiamano le cose con il loro nome: "furto", "documenti rubati" e si soffermano sui "ladri che hanno passato documenti riservati del Vaticano ad alcuni giornalisti". Meglio tardi che mai.