Francia
Nelle reazioni dei rappresentanti religiosi. Unità dopo il dolore
L'Osservatore Romano
Nelle reazioni dei rappresentanti religiosi. Unità dopo il dolore
L'Osservatore Romano
Orrore, solidarietà, temperanza, fermezza, unità: sono le parole che più ricorrono nei messaggi che i rappresentanti cristiani, musulmani ed ebrei di Francia (e non solo) hanno diffuso nelle ultime ore come reazione ai sanguinosi attentati di ieri sera a Parigi. «Di fronte alla violenza degli uomini — scrive il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois — possiamo ricevere la grazia di un cuore fermo e senz’odio.
Che la moderazione, la temperanza e l’autocontrollo di cui tutti hanno dato prova finora si confermino nelle settimane e nei mesi a venire; che nessuno si lasci andare al panico o all’odio. Chiediamo la grazia di essere artefici di pace. Non dobbiamo mai perdere la speranza nella pace, se si costruisce la giustizia». Il porporato ha chiesto alle parrocchie di rispettare strettamente le misure precauzionali decretate dalle autorità e ha ricordato che domenica, alle 18.30, presiederà una messa nella cattedrale di Notre-Dame «per le vittime e per il Paese».
«Profondo dolore» viene espresso dall’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale francese, Georges Pontier, il quale invita i fedeli alla preghiera e a essere testimoni di speranza, ricordando che «il male non avrà l’ultima parola». Il metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi, sottolinea che questi tragici avvenimenti «risuonano come un appello all’unità nazionale, al rafforzamento del vivere insieme, alla protezione dei valori fondamentali della nostra Repubblica».
Domenica si pregherà per la Francia anche in tutte le chiese italiane, come informa una nota della Conferenza episcopale, «profondamente colpita». Il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, parla di «indicibile orrore» e chiede a tutte le parrocchie di celebrare la divina liturgia per le vittime. Il patriarca di Mosca, Cirillo, esprime condoglianze al popolo francese e ricorda che «il terrorismo porta guai incalcolabili, paralizza le vite umane, seminando la paura»; contro il male serve una «coraggiosa resistenza».
In un messaggio di solidarietà al Consiglio delle Chiese cristiane di Francia, il segretario generale della Conferenza delle Chiese europee, Guy Liagre, condanna l’«affronto a tutta l’umanità» ma esorta i cristiani a restare saldi nella fede e a continuare a difendere i propri valori. Su twitter il presidente della Federazione protestante di Francia, François Clavairoly, esprime «compassione per tutte le vittime», mentre il Consiglio ecumenico delle Chiese auspica «una risposta pacifica a questa tragedia».
Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche afferma che «nessuna parola può descrivere l’orrore che si è abbattuto sulla Francia». Altre vite innocenti sono state falciate «da questi nuovi barbari» e ora «la guerra mondiale contro la mostruosità del fanatismo jihadista deve diventare la priorità assoluta delle nazioni democratiche. Bisogna combatterlo senza pietà, senza sosta, per sconfiggerlo». Unanime esecrazione dalla comunità islamica: il Consiglio francese del culto musulmano «richiama la nazione intera all’unità e alla solidarietà, e i musulmani a pregare affinché la Francia possa far fronte a questa terribile prova nella calma e nella dignità», mentre l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia si dice «scioccata da questi attacchi infami che seminano caos e paura» ed esprime «la sua piena comunione con la nazione». Anche la Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa invita a continuare, di fronte alle minacce, sulla strada dell’unità e della coesione nazionale e a «dar prova della più totale fermezza», mentre, dal Cairo, il gran imam dell’Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, ha detto che «è venuto il momento che il mondo intero si unisca per contrastare questo mostro»; si tratta di «atti contrari a tutti i valori religiosi, umanitari e di civiltà».
L'Osservatore Romano, 15 novembre 2015
Che la moderazione, la temperanza e l’autocontrollo di cui tutti hanno dato prova finora si confermino nelle settimane e nei mesi a venire; che nessuno si lasci andare al panico o all’odio. Chiediamo la grazia di essere artefici di pace. Non dobbiamo mai perdere la speranza nella pace, se si costruisce la giustizia». Il porporato ha chiesto alle parrocchie di rispettare strettamente le misure precauzionali decretate dalle autorità e ha ricordato che domenica, alle 18.30, presiederà una messa nella cattedrale di Notre-Dame «per le vittime e per il Paese».
«Profondo dolore» viene espresso dall’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale francese, Georges Pontier, il quale invita i fedeli alla preghiera e a essere testimoni di speranza, ricordando che «il male non avrà l’ultima parola». Il metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi, sottolinea che questi tragici avvenimenti «risuonano come un appello all’unità nazionale, al rafforzamento del vivere insieme, alla protezione dei valori fondamentali della nostra Repubblica».
Domenica si pregherà per la Francia anche in tutte le chiese italiane, come informa una nota della Conferenza episcopale, «profondamente colpita». Il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, parla di «indicibile orrore» e chiede a tutte le parrocchie di celebrare la divina liturgia per le vittime. Il patriarca di Mosca, Cirillo, esprime condoglianze al popolo francese e ricorda che «il terrorismo porta guai incalcolabili, paralizza le vite umane, seminando la paura»; contro il male serve una «coraggiosa resistenza».
In un messaggio di solidarietà al Consiglio delle Chiese cristiane di Francia, il segretario generale della Conferenza delle Chiese europee, Guy Liagre, condanna l’«affronto a tutta l’umanità» ma esorta i cristiani a restare saldi nella fede e a continuare a difendere i propri valori. Su twitter il presidente della Federazione protestante di Francia, François Clavairoly, esprime «compassione per tutte le vittime», mentre il Consiglio ecumenico delle Chiese auspica «una risposta pacifica a questa tragedia».
Il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche afferma che «nessuna parola può descrivere l’orrore che si è abbattuto sulla Francia». Altre vite innocenti sono state falciate «da questi nuovi barbari» e ora «la guerra mondiale contro la mostruosità del fanatismo jihadista deve diventare la priorità assoluta delle nazioni democratiche. Bisogna combatterlo senza pietà, senza sosta, per sconfiggerlo». Unanime esecrazione dalla comunità islamica: il Consiglio francese del culto musulmano «richiama la nazione intera all’unità e alla solidarietà, e i musulmani a pregare affinché la Francia possa far fronte a questa terribile prova nella calma e nella dignità», mentre l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia si dice «scioccata da questi attacchi infami che seminano caos e paura» ed esprime «la sua piena comunione con la nazione». Anche la Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa invita a continuare, di fronte alle minacce, sulla strada dell’unità e della coesione nazionale e a «dar prova della più totale fermezza», mentre, dal Cairo, il gran imam dell’Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, ha detto che «è venuto il momento che il mondo intero si unisca per contrastare questo mostro»; si tratta di «atti contrari a tutti i valori religiosi, umanitari e di civiltà».
L'Osservatore Romano, 15 novembre 2015