Austria
Il cardinale Schönborn al Kaiciid. Religione vuole dire responsabilità
L'Osservatore Romano
Il cardinale Schönborn al Kaiciid. Religione vuole dire responsabilità
L'Osservatore Romano
«In molte religioni, si crede di dover dare conto di ciò che abbiamo fatto in questa vita terrena. Che ci sarà un giudizio per quello che abbiamo fatto. La religione non è immaginabile senza una responsabilità. Una responsabilità comune per il bene comune. Non saremo giudicati in base al nostro credo, ma su cosa abbiamo fatto per la giustizia nel mondo. Per gli affamati, i rifugiati, i poveri, i bisognosi. Cosa abbiamo fatto per le esigenze ecologiche del nostro pianeta. Questa è una responsabilità comune per la quale dobbiamo lavorare insieme».
È quanto ha affermato l’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, intervenuto a una tavola rotonda sul tema: «Nostra Aetate nel nostro tempo: i rapporti interreligiosi a 50 anni dal Concilio Vaticano II», promossa dal Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz (Kaiciid), a Vienna.
Durante il suo intervento, il porporato ha fatto riferimento ai recenti attentati di Parigi, Beirut, in Africa e in Asia: «L’umanità — ha detto — è una sola famiglia. È una ragione molto semplice, ed è il primo motivo per cui il dialogo è necessario, perché ci avvicina e dobbiamo parlare gli uni agli altri». Tutti gli uomini abitano un unico mondo, «la scintilla del divino vive in ognuno di noi; condividiamo una responsabilità per il bene comune», ha detto ancora l’arcivescovo di Vienna citando alcuni degli argomenti contenuti nella dichiarazione Nostra aetate per illustrare la necessità del dialogo interreligioso.
Secondo il segretario generale del Kaiciid, Faisal Bin Muaammar, «la Nostra aetate rappresenta la pietra miliare che ha ridefinito il rapporto tra la Chiesa cattolica e le altre religioni». Bin Muaammar ha anche osservato che va evidenziato il risultato di quella dichiarazione conciliare, perché ora «il dialogo interreligioso è in grado di affrontare alcune delle grandi sfide del mondo attuale».
Tuttavia, — ha aggiunto — «il nostro dialogo è incompleto senza i leader e le comunità religiose. Abbiamo bisogno di coinvolgere la saggezza e la conoscenza dei responsabili religiosi al fine di promuovere il dialogo come mezzo per costruire la pace». Al riguardo, il segretario generale del Kaiciid ha ricordato che proprio il Centro di Vienna è il frutto dell’idea e dell’impegno di due grandi leader religiosi: re Abdallah bin Abdul Aziz e Benedetto XVI.
Diversi partecipanti all’incontro hanno poi puntato l’attenzione sulla necessità di continuare a promuovere il dialogo e la collaborazione tra i fedeli di diverse religioni, con l’obiettivo di affrontare le sfide di un mondo sempre più diversificato e in rapida evoluzione.
L'Osservatore Romano, 22 novembre 2015
È quanto ha affermato l’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, intervenuto a una tavola rotonda sul tema: «Nostra Aetate nel nostro tempo: i rapporti interreligiosi a 50 anni dal Concilio Vaticano II», promossa dal Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz (Kaiciid), a Vienna.
Durante il suo intervento, il porporato ha fatto riferimento ai recenti attentati di Parigi, Beirut, in Africa e in Asia: «L’umanità — ha detto — è una sola famiglia. È una ragione molto semplice, ed è il primo motivo per cui il dialogo è necessario, perché ci avvicina e dobbiamo parlare gli uni agli altri». Tutti gli uomini abitano un unico mondo, «la scintilla del divino vive in ognuno di noi; condividiamo una responsabilità per il bene comune», ha detto ancora l’arcivescovo di Vienna citando alcuni degli argomenti contenuti nella dichiarazione Nostra aetate per illustrare la necessità del dialogo interreligioso.
Secondo il segretario generale del Kaiciid, Faisal Bin Muaammar, «la Nostra aetate rappresenta la pietra miliare che ha ridefinito il rapporto tra la Chiesa cattolica e le altre religioni». Bin Muaammar ha anche osservato che va evidenziato il risultato di quella dichiarazione conciliare, perché ora «il dialogo interreligioso è in grado di affrontare alcune delle grandi sfide del mondo attuale».
Tuttavia, — ha aggiunto — «il nostro dialogo è incompleto senza i leader e le comunità religiose. Abbiamo bisogno di coinvolgere la saggezza e la conoscenza dei responsabili religiosi al fine di promuovere il dialogo come mezzo per costruire la pace». Al riguardo, il segretario generale del Kaiciid ha ricordato che proprio il Centro di Vienna è il frutto dell’idea e dell’impegno di due grandi leader religiosi: re Abdallah bin Abdul Aziz e Benedetto XVI.
Diversi partecipanti all’incontro hanno poi puntato l’attenzione sulla necessità di continuare a promuovere il dialogo e la collaborazione tra i fedeli di diverse religioni, con l’obiettivo di affrontare le sfide di un mondo sempre più diversificato e in rapida evoluzione.
L'Osservatore Romano, 22 novembre 2015